Papa in Madagascar: difendere l’ambiente, difendere il futuro.

L’estrazione di oro e metalli dal sottosuolo prevede l’uso di sostanze altamente inquinanti, come acidi, cianuro e mercurio. Inoltre, le miniere a cielo aperto utilizzano detonatori per sbriciolare le rocce. Le zone circostanti alle miniere sono luoghi desolati e aridi, dove piante e animali muoiono a poco a poco.

Le falde acquifere vengono inquinate dagli acidi scaricati dopo la lavorazione delle rocce e la vita in tutte le sue forme si ammala e muore. Le miniere d’oro e le aziende del settore minerario spesso inquinano, affamano, avvelenano e impoveriscono le popolazioni locali.

Per estrarre una singola oncia d’oro (poco più di 30 grammi), vengono rimosse 250 tonnellate di roccia, con chiari danni per ambiente. In seguito, l’oro grezzo viene separato dalla roccia con metodi che prevedono l’uso del cianuro, dell’acido solforico e del mercurio. L’inquinamento da cianuro proveniente da una sola miniera può uccidere pesci e altri organismi nel raggio di diverse miglia.

L’esposizione al cianuro impedisce alle cellule del corpo di usare l’ossigeno, causando gravi conseguenze sul corpo umano, convulsioni, danni ai polmoni, fino ad una possibile morte per arresto respiratorio, danni cerebrali e arresto cardiaco.

È stato stimato che oltre un terzo di tutto l’inquinamento mondiale da mercurio è causato dall’estrazione mineraria su piccola scala. L’estrazione di un singolo grammo d’oro richiede ben 5 grammi di mercurio. Per creare una normale fede nuziale sono necessari fra i 56 e i 140 grammi di mercurio, è una neurotossina che causa danni a cervello, sistema nervoso, polmoni e reni.

Caro Papa Francesco, quanto mercurio, arsenico e acido solforico ci vuole per realizzare crocifissi, calici e tutti gli altri aggeggi d’oro che possieda la chiesa?

Come al solito si predica bene e si razzola male.

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