Islam e Musica

Per l’islam la musica è peccato. Secondo quanto stabilito dal Corano e dalla sharia, è infatti proibito l’ascolto della musica e dei canti che non siano religiosi (in particolare se provenienti da apparecchi elettronici, come radio o stereo).
È assolutamente proibita la professione di cantante o musicista (in quanto permette di guadagnare denaro dalla produzione di musica).
Pertanto, ascoltare e produrre musica o cantare è proibito (in particolare se fatto per profitto), ad eccezione di strumenti quali tamburi e tamburelli e i canti religiosi.
Ciò perché la musica distoglie l’attenzione dalla preghiera verso Allah.

Dalla Sunna:

“La musica corrompe le menti della nostra gioventù. Non vi è differenza tra musica e oppio. Entrambe, ognuna a modo suo, creano una sorta di ottundimento dei sensi. Se volete che il vostro paese sia indipendente, allora bandite la musica, come un tradimento per la nostra nazione e per la nostra gioventù” (citazione tratta da Amir Taheri, Lo spirito di Allah)

“Il Profeta ha detto che Allah gli ha ordinato di distruggere tutti gli strumenti musicali, gli idoli, le croci e tutti gli altri vessilli di ignoranza” (Hadith Qudsi 19:5).

“Allah potente e maestoso mi ha inviato come guida misericordiosa presso i fedeli e mi ha ordinato di fare in modo che si sbarazzassero di strumenti musicali, flauti, archi, crocifissi, e di tutto ciò di cui si circondano quando, prima dell’Islam, vivevano nell’ignoranza. Nel Giorno della Resurrezione Allah verserà piombo fuso dentro le orecchie di chiunque sieda ascoltando musica” (Ahmdet ibn Naqib al-Misri, Reliance of the Traveller (‘Umdat al-Salik): A Classic Manual of Islamic Sacred Law)

Addirittura piombo fuso dentro le orecchie di chi ascolta musica?
Ma che belle queste religioni!

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